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a cura di Gianluca Conti...
"Oggi, per lavoro, sono stato a L'Aquila. Devo premettere che nel centro storico non si può accedere, e non ho quindi visto con i miei occhi il dramma che ci hanno fatto vedere in TV. Mi hanno colpito altri particolari: la quantità di divise e mezzi che sono in giro, come le insegne e le targhe che richiamano tutte le regioni italiane, in una confusione che regna sovrana.
Si vedono molti edifici apparentemente sani e chiaramente abitati, alternati a palazzine di 15/20 anni, a volte più recenti con le pareti sventrate, specialmente nei piani bassi... quelli alti paradossalmente sembrano intatti. Un bel palazzo di tre piani, modernissimo, tutto in mattoncini rossi facciavista, i balconi verniciati, con tanti vasi di fiori, ormai secchi, tutto sembra intatto ma girato l'angolo una enorme crepa a X che prende tutto il fianto... precisa.. e in alcuni punti i due bordi della crepa sono fuori livello di almeno 30 cm. Poi tende blu, tende bianche, tende beige, roulottes, camper... un traffico newyorkese.
Io ho visitato alcune aziende, alcune sono operative, magari con gli uffici in soqquadro perchè hanno ceduto le pareti in cartongesso... altre hanno ancora ferite da sanare ma in tutti i casi c'è un brulicare di operai, gru, betoniere, impalcature... c'è la fretta di tornare alla normalità.
E poi le persone, motivate, non dome, non abbattute, che parlano del terremoto con (ahimè) competenze e termini da geologi consumati... epicentro... movimento a spirale... accelerazione a 0,68 G, faglia... sanno tutto, sanno anche quali e quanti dirigenti locali hanno le tasche piene di euro insanguinati, e sanno che con questi stessi dirigenti sarà difficile uscire bene e velocemente da questa situazione.
Avevo con me anche l'immancabile macchina fotografica, e sono stato anche sul punto di usarla per riportare anche delle immagini... ma poi non me la sono sentita, mi sembrava quasi di fare lo sciacallo, il turista dell'orrido... fotografare e rendere immortale l'intimità di un appartamento sventrato nel cuore della notte... uno specchio del bagno rimasto li, appeso per miracolo... ho riposto la macchina e l'ho usata solo più tardi, ad Assergi, per fotografare lo splendido Gran Sasso e Campo Imperatore attorniato dalle nubi: quelle sono immagini da ricordare!"
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